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PSI dimostra la congettura di Aaronson-Ambainis

PSI dimostra la congettura di Aaronson-Ambainis
  • Un problema aperto dal 2008, tra i centrali della complessità quantistica, diventa teorema: ogni polinomio di basso grado con valori fra 0 e 1 ha almeno una variabile influente. Conseguenza: su domande sì/no con input casuali un computer quantistico è al massimo polinomialmente più veloce di uno classico. Gli speedup esponenziali, come quello di Shor, restano possibili solo quando l'input ha una struttura particolare.
  • Il bound è esplicito: Inf_i ≥ c·ε^(5/2)/d^6 ≥ (ε/d)^7, con c ≈ 0,0025 ed ε la varianza. La prova l'ha trovata un sistema di ricerca interno di PSI basato su un modello Anthropic non pubblico, completa già al terzo giorno di esecuzione; poi il sistema ha migliorato il risultato due volte. Riprende idee di Lovett e Zhang, del Butterfly Lemma di Reimer e di altri lavori.
  • Tutto è formalizzato in Lean 4, senza placeholder né assiomi aggiunti, e ricontrollato da due implementazioni indipendenti del kernel. Paper e codice sono pubblici. I ricercatori di Stanford che ad agosto avevano risolto un caso particolare (Blanc, Docter, Strassle, Tan) lo definiscono "un risultato enorme", con implicazioni importanti su quali problemi ammettono speedup quantistici.

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