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Quasi 2.000 agenti GPT-Rosalind cercano piste contro la neurodegenerazione

- OpenAI, PerturbAI e Scripps Research hanno fatto lavorare in parallelo 1.946 agenti GPT-Rosalind su un atlante CRISPR dell'intero cervello di topo, con dati da 7,7 milioni di cellule. Hanno finito in 32 minuti: per un'analisi umana si stimano mesi.
- Ogni agente ha preso un singolo gene spento, ha studiato come rispondevano le cellule, ha cercato nella letteratura e ha proposto dei meccanismi. I report sono poi confluiti in un reasoning atlas che collega geni, effetti, studi e ipotesi. In un confronto alla cieca, gli esperti hanno preferito queste analisi a quelle di un singolo agente nel 75% dei casi.
- La pista più interessante: spegnere DCTN1, il gene legato alla sindrome di Perry, aumenta l'attività dei geni che producono colesterolo. Ipotesi da verificare: riportare il colesterolo nella giusta distribuzione dentro i neuroni potrebbe proteggerli. Gli agenti hanno anche notato una differenza inattesa fra TSC1 e TSC2 nel cervelletto.
- Sono ipotesi, non terapie. PerturbAI e OpenAI ora useranno questo metodo per cercare nuovi bersagli per i farmaci; paper, codice e dati sono pubblici.


