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L'UE apre i dati personali all'addestramento delle AI

Il 21 ottobre i rappresentanti dei governi UE (Coreper) hanno approvato la posizione del Consiglio sul Digital Omnibus, il pacchetto di 179 pagine che riscrive parti del GDPR, della direttiva ePrivacy e del Data Act. Il punto più discusso è il nuovo articolo 88bis: chi sviluppa o fa girare un sistema di AI potrà usare dati personali sulla base del legittimo interesse, cioè senza chiedere il consenso.
Cosa cambia
- L'addestramento dei modelli rientra esplicitamente nel legittimo interesse (art. 6.1.f), con il test di bilanciamento caso per caso: un considerando precisa che l'AI non è di per sé un interesse legittimo
- Resta il diritto di opposizione dell'art. 21, ma è quello ordinario: l'azienda può rifiutarlo se dimostra motivi prevalenti. La Commissione aveva promesso un opt-out incondizionato
- Dati sensibili (salute, opinioni politiche, biometria): ammessi solo se finiti nei dataset per caso. Vanno cancellati appena trovati o, se non è possibile, isolati da addestramento e risposte
- Dati pseudonimizzati: non sono più dati personali per chi non ha i mezzi per risalire alla persona
Chi è contro
Per noyb, l'associazione di Max Schrems, è un'"espropriazione digitale degli europei": le aziende come OpenAI, Anthropic, Google e Meta potrebbero usare anni di chat e post anche di chi non è mai stato loro cliente.
Cosa succede ora
Non è ancora legge: il testo passa ai negoziati (triloghi) con il Parlamento europeo, che deve ancora votare la sua posizione.


